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Le meraviglie eoliche di Anthony Howe

ottobre 21, 2014 in News

Anthony Howe 0

Fra gli elementi che s’inseguono l’un l’altro fin dagli albori alchemici della filosofia, due creano e danno la Ragione delle cose. Mentre quelli contrapposti, fuoco ed aria, frammentano gli spigoli della materia. E restituiscono le vaghe forme, i fiumi ed i paesaggi al mare del supremo flusso, che scorrendo ricicla, annienta e ritrasforma tutto, come niente fosse, nei sementi dell’origine remota: la nocciola da cui spunta il senso di sapienza, ovvero l’uovo primordiale. Il quale sussiste dentro al vento stesso, in fin dei conti, come nube dalla forma di un castello, senza mura, ne cancello, senza vera merlatura. Ma possente, nondimeno, splendido e fecondo.
È una questione che si estende fin dall’ultimo confine, verso il suolo più prosaico del bisogno. Nulla può essere creato, senza un punto di partenza equivalente, né del tutto annichilito, parimenti. Neanche il fuoco purificatore, può riuscirci. Lo affermavano già i Greci presso i portici splendenti. Ed i Taoisti in Cina, sotto quello stesso cielo, ma con termini diversi e un altro patrimonio di diagrammi, di trigrammi, di parabole o racconti. Tra cui spicca, ancora adesso, la figura circolare dell’Essenza inconoscibile, eppur chiara e luminosa come un Logo, a noi moderni. La Via chiara, addirittura troppo, all’apparenza: basta quasi l’assistenza di una penna, per capirla. Traccia dunque una circonferenza, poi separala in due virgole che si mordono la coda. Ciascuna con un occhio (Ying-Yang) che crei suggestioni dell’opposto (Yang-Ying). Eccolo: il vortice del tempo. Osserva bene. Non ricorda vagamente la figura di un ventilatore?
E se hai voglia di vederlo, lo ritrovi. È la spirale dell’acido desossiribonucleico (il DNA) della chiocciola lacustre, nel suo letto di arenaria granulosa, e poi via nelle remote proporzioni, fino agli ultimi vettori di questa galassia, equivalente forse…All’Infinito. Si, la spirale ad elica non è un termine geometrico, soltanto. Ma il motivo di un funzionamento. Che può assumere diverse forme, purché resti ferma l’intenzione, produttiva. Nelle mani di colui che crea!
Anthony Howe è l’artista americano, originario di Salt Lake City, che ha saputo creare la migliore traduzione del concetto di una pala eolica per la generazione di elettricità. La sua ricca e variegata selezione di sculture, realizzate in acciaio inossidabile e fibra di vetro, si è ormai estesa per un periodo produttivo di quasi 20 anni, durante i quali lui si è dimostrato in grado di esplorare, gradualmente, ogni possibile fluttuazione delle cose inanimate. Aggettivo, questo, da intendersi come l’assenza di un soffio autonomo di vita, ma non della complessa rete d’interrelazioni o potenzialità di un singolo organismo artificiale. Non dissimile, per portata e dimensioni, da una pianta che si agita nel vento. O un anemone, ricreato nelle fiamme e i fulmini della fucina. Nulla viene influenzato, nel processo naturale dello scorrimento, eppure il movimento delle pale sottintende la presenza di un canale obbligatorio. Un pertugio invisibile, ma invalicabile, attraverso cui procede l’aria, attentamente.

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L’onirica follia di un segno musicale

ottobre 14, 2014 in News

Animusic

Una pompa, bastò quello. Ci sono compagnie che nascono dall’effettiva percezione di un bisogno. Thomas Newcomen, l’inventore del primo “Dispositivo per il sollevamento dell’Acqua grazie al Fuoco” (1710) fece riunire i Pari d’Inghilterra, in un gelido dì d’inverno, proprio nel mezzo della druidica brughiera, punteggiata di miniere e di menhir. Stolidi i secondi, candidi pietroni, come ormai allagate, ahimé, le prime. Erano giorni d’incertezza, in bilico tra due diverse dinastie regnanti, quando la rinata zecca di stato, trascinata dagli eventi, mulinava mari di monete in oro puro, solamente. Lamentando, assieme agli uomini del popolo ed ai mercanti, l’assenza di pecunia spiccia, da pagare alla locanda, nei negozi ed al mercato del paese. E fu così che si creò l’industria dei motori e del vapore, dalla ricerca di un metallo povero, lo stagno. Che era già lì, sotto l’acqua e la fanghiglia, ormai invisibile. Ma pronto all’uso. Altre realtà aziendali dei tempi moderni, dal canto loro, traggono l’origine da un sogno ed un disegno. Che un giorno ancora da venire, eppure lungamente teorizzato, le menti matematiche dei processori digitali, gli onnipresenti computer, giungano a dirimere i problemi del commercio, ogni residua percezione di pericolosa scarsità. Non per niente l’epoca dell’informatica, il mondo della comunicazione subitanea, viene spesso paragonato a una simile Rivoluzione; dell’industria, della mente e dei processi operativi.
La Animusic di Wayne Lytle (Ithaca, stato di New York) fin dall’epoca della sua nascita, gli anni ’90, ebbe a che vedere con quel metodo di far le cose. Connotato, ulteriormente, dall’apporto della musica del mondo. È piuttosto interessante: che vibrazioni può produrre un sogno? Quali suoni ritmici, roboanti, imprevedibili e bizzarri… I primi esperimenti del citato fondatore, a quanto lui racconta sul suo sito ufficiale, risalgono ad oltre 30 anni fa. Quando lui tentava, per la prima volta, di creare degli algoritmi di programmazione per sincronizzare il suono con l’animazione. Ma fu soltanto nel 1990, presso il gremito palco dell’Electronic Theater (alla conferenza SIGGRAPH di quell’anno) che la sua visione prese forma innanzi agli occhi spalancati degli spettatori. Era un corto digitale della durata di soltanto due minuti, sostanzialmente differente da ogni altro. Una serie di strumenti musicali, reali oppure fantasiosi, suonavano in ensemble, senza un’ombra di interventi umani. Tamburi e flauti, strane zucche soffiatrici e molto altro, eccome! A farla da padrone, già lo spettacolare xilofono di forma circolare, con palline rimbalzanti, che sarebbe diventato il simbolo di questa casa produttrice. Come Topolino, per la Disney. O il Super Mario di Nintendo.

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Abbiamo partecipato allo Young International Forum 2014!

ottobre 13, 2014 in News

L’evento, giunto oramai alla sua sesta edizione, si è tenuto dal 14 al 16 ottobre presso l’ex Mattatoio di Roma (Factory) ed ha visto la partecipazione di 15 Paesi, con informazioni sul mercato, sugli stage e sulle borse di studio.
L’Istituto Pantheon, da sempre pronto ad accogliere le occasioni di confronto con i suoi potenziali studenti, ha partecipato con il suo stand personalizzato, offrendo valide vie d’accesso alla formazione ed al mondo contemporaneo del lavoro – Piazza Orazio Giustiniani – ROMA (RM)

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Le serpi quadratiche di Guido Mocafico

ottobre 7, 2014 in News

Guido Mocafico

Nella teoria dei numeri, il mutatis mutandis fa da imperatore. Ciascuna tesi può essere davvero comprovata solamente se sussiste il pregno caso, variabilmente raro, in cui un’altra già assodata possa fungere da controprova. E mai questo è stato maggiormente vero, che nel caso del quadrato. La figura geometrica in cui il secondo dei numeri pari (forse il terzo, però questa è tutta un’altra storia…) si ritrova stesse volte quante sono le unità costituenti: tanti lati, quanti angoli, quattro diagonali, 4 volte perpendicolari, l’una nel confronto all’altra. Zero false piste da seguire, in questo atipico forziere primordiale. Dentro alla gabbia di un ottimo succedersi di proporzioni, l’immacolato plinto di un sistema filosofico dalle molteplici derivazioni. Infinite? E c’è per l’appunto un valido meccanismo, quello della reciprocità quadratica, utile a studiare un certo numero di equazioni correlate, che diviene rilevante quando se una risulta esatta, ciò è vero pure per la relativa controparte. Oppure viceversa: doppio torto, una singola ragione. Tutto dritto, oppure estremamente storto. Curvilineo, serpeggiante, arzigogolato quanto un essere di antica concezione. La prima fra le altre, dopotutto. Colui che fa saettare la sua lingua, verso i limiti dell’ultima decenza, soavissimo, squamoso, suscettibile serpente.
Mai assonanza fu più adatta per la sua terribile eminenza tentatrice. Che ha la forma scivolante, soprattutto simile alla S di cui sopra, trasformabile, quando dorme, nel sigillo dell’incancellabile natura, ovvero la spirale. Geometrie connesse, indubbiamente differenti: da una parte la schematica esistenza, delle cose attentamente ragionate, arte, architettura, ingegneria. Soprattutto, in questo caso, la fotografia. Dall’altra, ciò che è fluido per definizione, frutto soave dell’evoluzione, la conchiglia cosmica dalle perfette proporzioni. Le creature longilinee, attentamente disposte di Guido Mocafico, pubblicitario e fotografo della natura (viva, oppure morta all’occorrenza) parlano dell’incontro tra questi vertici contrapposti del sensibile, immediatamente riassunti nell’Immagine, lampante, di una serpe pronta. Piuttosto che a colpire, per il piano cartesiano.
Ciò che ne risulta, è una sublime forma di gioiello. Quel motivo già noto ai popoli del mondo antico, posto sopra i vasi, a coronare le pareti candide di mille templi differenti. Però pronto, per la prima volta, a muoversi e scappare verso il sogno di una mela, ancòra quella dannazione.

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Date Test d’Ingresso Corsi Accademici di 1° Livello

settembre 9, 2014 in News

Date Test d’Ingresso – Corsi Accademici di 1° livello:

  • 6 Ottobre – 9 Ottobre
  • 13 Ottobre – 16 Ottobre
  • 20 Ottobre – 26 Ottobre

Le iscrizioni ai Test d’Ingresso sono possibili online alla pagina dedicata e verranno accolte entro e non oltre le ore 13 del giorno precedente all’inizio dei Test. Per maggiori informazioni è possibile contattare la Segreteria Organizzativa.

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Scadenza dei bandi di concorso Laziodisu

settembre 1, 2014 in News

L’8 settembre scadono i bandi di concorso di Laziodisu per l’agevolazione del Diritto allo Studio e il rimborso delle spese sostenute. L’Istituto è a vostra disposizione per informazioni e supporto tecnico alle richieste.

Per un collegamento alla pagina dell’Ente: clicca qui

E all’improvviso, lei

luglio 29, 2014 in News

Il sogno è uno strumento narrativo che da forma alle illusioni, supera le aspettative, rende vivide le immagini di un immateriale firmamento. Quante volte l’abbiamo riconosciuto al primo sguardo, tra le scene raccontate nello schermo, per i suoi contorni un po’ sfocati, oppure il suggestivo bianco e nero! E quante altre, invece, ci è stato tenuto nascosto fino al penultimo dei fotogrammi. Per suggestionarci con sequenze inaspettate, da farci vivere con il protagonista, tenendoci all’oscuro della verità. Ignoranti, appena il giusto. Per sognare assieme a lui. Chi è la misteriosa ragazza che si staglia contro l’acqua vorticante? Cosa simboleggia il suo gioiello? Certi misteri, per quanto affascinanti, vanno preservati. Basti dunque la città di Roma con le sue mille viste, strane statue o suggestioni letterarie, per placare i nostri animi irrequieti.

Di e con:
Emanuele Carosi
Giorgia Cataldi
Ilaria Corradini
Carola Limentani
Elena Paciosi
Francesco Rotondo
Erika Villani

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