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La persuasione della stilografica perfetta

luglio 23, 2014 in News

Japanese Fountain Pens

Che il serbatoio dell’inchiostro potesse ritrovarsi, in qualche maniera alchemica, all’interno dello strumento di deposizione era stato un concetto tanto remoto e inaccessibile, prima del secolo scorso, da poter dar l’origine a un pletora di miti e dicerie. A tal punto che non sarebbe stato errato, nell’ipotetica storiografia di un simile settore, definire la realizzazione di una penna infallibile come il Sacro Graal della scrittura. O l’Excalibur della sapienza. E così sarebbe ancora, se non fosse stato per l’inarrestabile intervento del progresso.
Sembra che nel decimo secolo d.C, Ma’ād al-Mu’izz, califfo del Maghreb, avesse commissionato uno straordinario strumento ai suoi inventori di corte. Tale oggetto misterioso si presentava con l’aspetto convenzionale di un pennino ad immersione, ma era completamente differente da ogni altro visto prima di allora: perché consentiva di scrivere senza mai macchiarsi, anche per chi dovesse avere l’ardire di voltarlo all’incontrario. Era, in ogni suo componente meccanico e funzionale, del tutto privo di difetti. Ma come spesso capita verso il termine delle epoche dell’oro, tale oggetto andò perduto. Ne ritroviamo traccia, per l’ultima volta, in una cronaca ufficiale scritta dal funzionario al-Nu’man al-Tamimi, nel 953 d.C: “[Egli] poteva riempirla d’inchiostro in anticipo, per usarla solo nel momento del bisogno. Veniva riposta  nella manica, senza che una sola goccia ne fuoriuscisse ad insaputa del suo proprietario. La penna scriveva solo quando fosse chiara l’intenzione. A chi si dovesse porre la domanda di come ciò sia possibile, rispondo: è possibile, se Dio lo vuole!” Peccato non ci sia stata concessa la fortuna di vedere una simile meraviglia…
Nei secoli successivi, a quanto ci è dato di sapere dai racconti degli storici, nessuno riuscì a mettere assieme un tale fortunato gruppo di tecnologie. Troppo impuri erano gli inchiostri, ricchi di sedimenti che tendevano ad intasare il meccanismo. La prima approssimazione, fatte le dovute proporzioni, del miracolo medievale la ritroviamo nel pieno secolo Barocco, quando l’inventore tedesco Daniel Schwenter ebbe a descrivere un semplice sistema a doppia penna d’oca, l’una inserita dentro l’altra, capace di assorbire (in qualche maniera) l’inchiostro usato nel processo di scrittura. Un tappo di sughero, apposto nella parte posteriore del dispositivo, bastava per tenere la scura sostanza pronta e fresca all’occorrenza. Simili oggetti, al tempo del regno di Carlo II (1649–1685) erano molto popolari in Inghilterra e tra gli esponenti delle classi colte. Li menziona, in modo particolare, Samuel Pepys, insigne membro della Royal Society di Londra, il famoso gruppo di intellettuali che ebbero il merito di contribuire al metodo scientifico moderno. La penna stilografica, nella sua forma di massima efficienza, venne riscoperta solo molto successivamente, nella prima parte del XIX secolo, grazie a una serie di brevetti indipendenti e successivi. Dapprima fu l’inventore della Romania Petrache Poenaru a concepire la soluzione di un singolo spazio cavo, ricavato all’interno di una grossa penna di cigno, da utilizzare come serbatoio per l’inchiostro di riserva. Circa 10 anni dopo fu invece l’americano Azel Storrs Lyman che, con un vero e proprio colpo di genio, vi montò sopra il pennino metallico, per la prima volta concepito come componente separato dal rimanente corpo dell’oggetto, e dunque costituito in iridio, oro o gomma dura. Ciò aprì le dighe della sperimentazione: verso la metà del secolo, da New York e dal Rhode Island giunsero sui palcoscenici del mondo i primi modelli adatti alla produzione di massa, rispettivamente provenienti dalle fabbriche della Waterman di New York e della Wirt di Bloomsburg, in Pennsylvania. Ancora non esistevano le cartucce usa e getta, ed era dunque necessario caricare la penna con dei contagocce, un procedimento delicato e spesso fonte d’incidenti umidi e indesiderati.
Ma il seme era gettato e con esso la potente inerzia del commercio. La novella di una simile tecnologia, riportata nelle chiare lettere che da essa stessa scaturivano, viaggiarono vero gli angoli del vasto globo. Incluso quello dell’Estremo Oriente e di una terra isolana, l’arcipelago riaperto da un’eternità di isolamento, appena 100 anni prima, grazie alle quasi favoleggiate gesta di Matthew Perry, commodoro di marina.

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Come un fiore nella stratosfera

luglio 21, 2014 in News

È incredibilmente significativo il modo in cui la cultura pop dei nostri giorni, occasionalmente, possa precorrere l’avanzamento degli artisti d’avanguardia. Ne La Guida galattica per gli autostoppisti, dell’umorista inglese Douglas Adams, premesse fantascientifiche conducono a una situazione largamente inaspettata. Un vaso di petunie, tra i fiori maggiormente associati ad un amatoriale approccio al giardinaggio, tranquilli e rassicuranti, che si ritrova d’un tratto sospeso tra gli strati superiori dell’azzurro cielo! Poco prima di schiantarsi…Con soltanto il tempo di pensare: “Non di nuovo!” Guarda un po’. Del resto le circostanze del karma, un ciclo di infinite ricorrenze, tendono a presentarsi più volte. Ed ora, giusto 35 anni dopo la pubblicazione di quel memorabile romanzo, della materia vegetale ci sorvola nuovamente dall’estremo confine dell’aria respirabile, grazie all’apporto di un pallone aerostatico, là dove neanche una svettante quercia era mai giunta prima. Data stellare, giusto l’altro giorno: mancavano, fortunatamente, i due siluri orbitali lanciati contro l’invincibile astro-navicella dei protagonisti, così fornita di contromisure meta-quantistiche, da essere in grado di metamorfizzarli in cose molto meno perigliose. Non v’è traccia, soprattutto, della risultanza collaterale del secondo proiettile, altrettanto trasformato dal “motore della non-probabilità” in un meditabondo capodoglio. In lotta filosofica col suo destino ed alla fine spiaccicato. Per il resto, tutto uguale.
Si può fare, si farà. Perché makoto - 誠 vuole dire verità. Ma (scritto in maniera differente) è anche il nome di questo artista 38enne di Tokyo, al secolo Azuma Makoto, l’unico interprete di un linguaggio veramente singolare. Un modo nuovo e strabiliante di rapportarsi con le nostre stolide, vivaci piante d’ossigenazione. La sua ultima creazione l’ha per l’appunto visto lanciare, giusto un paio di settimane fa, la migliore approssimazione artistica di una curiosa doppia ambasceria: il bouquet cosmonautico ed un bonsai di pino delle stelle. Entrambi portati, grazie all’apporto di un apparato speciale, oltre i limiti della consueta clorofilla. Nello Spazio nello spazio, pressapoco, di una mattinata? O poco più. La scena si è svolta presso le pianure saline del Nevada, un luogo eternamente associato al festival annuale del Burning Man, epica occasione in cui gli ultimi discendenti degli hippies americani si riuniscono per dare sfogo alla loro incredibile verve creativa, circa verso il termine di agosto, costruendo svettanti sculture e un gigantesco, pantagruelico falò. Ma non allora, quel dì di luglio che viviamo. Qui regnava l’imprescindibile silenzio, ove nemmeno un virgulto, né un passero potrebbero trovare nutrimento.
Tutto aveva avuto inizio, verso le due di notte, con l’artista che assemblava il più incredibile conglomerato di papaveri, dalie, gigli, orchidee, ortensie, brumelie ed eliconie, un vero tripudio di colori e fragranze, pressappoco sferico, petali permettendo. Perché l’aerodinamica vuol sempre il suo tributo, anche in tali strani casi. Del resto, l’esperienza creativa di Azuma Makoto non ha limiti evidenti. Da sempre appassionato del mondo vegetale, nonché, dal 2002, proprietario di JARDINS des FLEURS, un vero e proprio atelier nel quartiere di Minami-Aoyama della capitale, l’artista ha sfidato i preconcetti del suo paese in ogni maniera accessibile dalla sua fervida mente. Quel giorno in particolare, tuttavia, non era solo. Troppo difficile la sua missione: con lui, in virtù di consulenti tecnici, erano presenti alcuni rappresentanti della JP Aerospace, compagnia privata dedita, principalmente, proprio a tali voli di deriva vertiginosamente verticale. Verso l’infinito ed il buco nero al centro della galassia, dunque? Se non che…

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Pausa e orario estivo

luglio 10, 2014 in News

L’Istituto Pantheon Design & Technology resterà chiuso per la pausa estiva dal 9 al 24 agosto. Le attività riprenderanno regolarmente lunedì 25 Agosto. Le iscrizioni online, le richieste di informazioni e l’iscrizione ai test di ingresso resteranno online e saranno attive durante tutto il periodo senza alcuna interruzione.

Dal primo all’otto di agosto e dal 25 agosto al primo di settembre la segreteria sarà aperta dalle ore 9:00 alle 13:00.

Auguriamo a tutti voi una splendida estate e vi attendiamo ai nostri Open Day del 17 e del 24 settembre.
Buone vacanze!

Corsi Accademici triennali

maggio 12, 2014 in News

I Corsi Accademici triennali dell’Istituto Pantheon Design & Technology rilasciano Diplomi Accademici di primo livello, equivalenti alla Laurea triennale. Per poter rilasciare questi titoli di studio è necessaria l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Universita e della Ricerca: Decreto Ministeriale prot. n. 626 del 18/07/2013. Maggiori Informazioni.
Sono ancora aperte le iscrizioni per i Test d’Ingresso ai nostri Corsi Accademici autorizzati, equivalenti alla Laurea triennale del 21 – 24 ottobre.

Partenza Corsi di AutoCAD e Multimedia & Design

gennaio 14, 2014 in News

Sono in partenza i Corsi Professionali autorizzati e riconosciuti dalla Regione Lazio di AutoCAD e Multimedia & Design. Al termine di ogni Corso, viene rilasciato un Attestato di Qualifica Professionale, titolo di studio legalmente riconosciuto, valido in Italia ed in tutto il territorio dell’Unione Europea. Ultimi posti disponibili con uno sconto per chi si iscrive entro il 21 febbraio!

  • AutoCAD, partenza 24 febbraio – termine 18 luglio
  • Multimedia & Design, partenza 24 febbraio – termine 17 luglio

Apertura iscrizioni a.a.’14/’15 Corsi di Qualifica Professionale

dicembre 11, 2013 in News

Sono aperte le iscrizioni per i Corsi di Qualifica Professionale dell’Istituto Pantheon Design & Technology in partenza ad autunno del 2014!
Per accedere ai corsi è necessaria la maggiore età ed il Diploma di maturità e non sono previsti test d’ingresso. I Corsi Professionali sono autorizzati dalla Regione Lazio ai sensi della Legge 845 del 21/12/1978 e rilasciano, al loro termine, Attestati di Qualifica Professionale con validità legale in Italia e nel territorio dell’Unione Europea. Contattateci per maggiori informazioni!

LIBERTA’ è PARTECIPAZIONE, mostra evento

dicembre 11, 2013 in News

Libertà è partecipazioneL’Istituto Pantheon Design & Technology presenta la mostra pittorica “LIBERTA’ è PARTECIPAZIONE”, a cura di Romina Guidelli e Daniele Arzenta della galleria d’arte Priceart.

La mostra è una rassegna di opere di pittori moderni e contemporanei che si terrà presso la sede dell’Istituto Pantheon Design & Technology in via di Ripetta 226 a Roma dal 15 al 22 dicembre per poi spostarsi dal 25 gennaio al 4 febbraio a Cerveteri in occasione del decimo anniversario di appartenenza della città al patrimonio UNESCO.

LIBERTA’ è PARTECIPAZIONE è il sogno e la volontà di creare uno spazio condiviso per celebrare la libertà tramite l’arte e, trattando un tema così importante, la mostra è dedicata a Nelson Mandela che ha fatto della lotta per la libertà di ogni essere umano, la sua fede e ragione di vita.

Per le foto e altre informazioni, fai click qui sotto:

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