CURRICULUM
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Elisa Nicolaci è nata a Palermo (Italia) il 2 maggio 1977. Nel 1999 ha conseguito il diploma di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara (MS). Attualmente vive e lavora a Roma.

La sua opera e la sua ricerca artistica sono in prevalenza rivolte all’analisi e al disvelamento dei meccanismi espressivi propri della rappresentazione scultorea figurativa a grandezza naturale. Nella forma scultorea, il problema del rapporto tra significato e significante -che resta il tema centrale della poetica della Nicolaci- rinvia a quella distanza senza fine tra segno e senso che, secondo Paul Valèry, solo il mito è capace di colmare.

Ma il tema assume aspetti nuovi e inquietanti a proposito della scultura, che incontra, rispetto alle altre forme espressive dell’arte, una resistenza maggiore nel riconsegnare il proprio segno allo spazio dell’astrazione creativa. Essa deve mettere in conto che quel segno, per il fatto stesso di condividere la terza dimensione abita insieme, inesorabilmente, lo spazio in cui si situa il reale.

La presenza della tridimensionalità suggerisce una ambigua prossimità della forma rappresentante alla forma rappresentata. Ma la distanza tra significato e significante non viene per questo a ridursi. Al contrario, sembra esasperarsi: più il ritratto tridimensionale si fa vicino al modello vivente più si fa pressante la possibilità/ impossibilità di entrare in competizione con esso. In ultimo viene a mancare il respiro, la parola, la vita. A queste condizioni, l’artificio viene come smascherato e la rappresentazione si subordina alla realtà.

Nelle opere della Nicolaci l’ insanabilità della distanza fra il corpo rappresentante e quello del rappresentato diventa l’oggetto e il cuore del dramma . L’artista realizza le sue sculture cucendo i tessuti sopra strutture metalliche molto leggere, facendo spesso riferimento ad alcuni aspetti iconografici della rappresentazione statuaria tradizionale, di cui enfatizza elementi quali la staticità, la visione privilegiata da un punto di vista, la fissità artificiosa delle posture e delle espressioni dei volti, lasciando risaltare la fisicità della materia tessile cucita artigianalmente come a voler indicare e segnare il limite contro il quale il rappresentato stesso, quasi per atto volontario, si lancia.

Le figure possono così accogliere nella inerte materia prima l’anatomia e la tristezza dei viventi e il soma e la fissità dello sguardo delle bambole.

Gli oggetti rappresentati così come le figure non riescono mai ad essere esclusivamente finti né mai reali (i tavoli rappresentati sono veramente fatti da quattro gambe che reggono una superficie d’appoggio, e le figure dei viventi non vivono affatto).

Le sculture di Elisa Nicolaci paiono voler alludere alla propria consapevolezza di sussistere sospese tra realtà e finzione: anche denunciando la propria artificialità, si trovano compromesse in una promiscuità pericolosissima col reale con il quale venire a coincidere è un rischio devastante.

Così l’appartenenza piena al mondo del fantastico e del rappresentato, ostentatamente rivendicata dalle bizzarre situazioni nelle quali le forme dai colori vivaci e lucenti della materia tessile si trovano, diventa il sogno, secondo alcuni triste, secondo alcuni ironico, secondo altri nostalgico, creato dalle forme stesse.
MOSTRE PERSONALI
• 2005, “Finti Teatri”, Teatro Garibaldi, Palermo, a cura di Franca Prati.
• 2006, “Fake bodies /1999-2006”, Galerie Im Griesbad, Ulm (Germania), a cura di Johannes Pfeiffer.
• 2007, “Corpi Finti”, galleria d’arte Weber & Weber, Torino, a cura di Alberto Weber. Catalogo Weber & Weber

MOSTRE COLLETTIVE
• 2006, “La Tela di Aracne”, Museo del Tessuto di Prato (Prato), sperimentazione per i Musei/Atelier di Elisa Nicolaci a cura della Fondazione Orestiadi di Gibellina.
• 2006, Presentazione dei Musei/Atelier, progetto “La tela di Aracne”, Museo delle Trame del Mediterraneo di Gibellina (TP), a cura della Fondazione Orestiadi di Gibellina.
• 2007, “Vis3/ Uomini e luoghi”, Chiesa Di S. Maria dello Spasimo di Palermo, a cura di Raffaella De Pasquale. Catalogo Edizioni Nuvole Incontri d’Arte.
• 2007, “Via Crucis”, Palazzo Libera di Villa Lagarina, Trento, catalogo Weber & Weber a cura di Alberto Weber. Catalogo Weber & Weber.
• 2008, “Via Crucis”, Castello di Rivalta, Torino, a cura di Alberto Weber. Catalogo Weber & Weber.
• 2009, “Dritto-Rovescio”, Triennale di Milano, a cura di Do-Knit Yourself. Catalogo Electa .
• 2009, “Le sei stagioni di Chandan”, Museo Delle Trame del Mediterraneo, a cura di Marina Giordano ed Enzo Fiammetta, Gibellina (TP)
• 2009, “E lucean le stelle”, Chiesa di S. Francesco (Como), a cura del critico Luciano Caramel.
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